Collective Intelligentsia

Unire i nostri cervelli per creare una strategia o una ri-evoluzione sulla base del contributo equo, globale e collaborativo degli individui. Non una democrazia dal basso, ma una democrazia comune.

Ma che cosa è l'intelligenza collettiva? Può essere davvero una soluzione?

L’Intelligence collective. Pour une anthropologie du cyberespace, soin 1994. Pierre Levy ha intitolato così il suo libro sull'intelligenza collettiva. Ha descritto un futuro, ormai presente, in cui la conoscenza è stata alimentato e condivisa con la velocità e l'accessibilità delle della rete.  Nell'intelligenza collettiva è stato anche teorizzato un rinnovamento del legame sociale, sulla base di condivisione della conoscenza.


Un’intelligenza distribuita ovunque, continuamente rafforzata, coordinata in tempo reale, che porta ad una efficace mobilitazione delle competenze.
— PIerre Levy

Il pensiero di Internet è quindi sviluppato in modo collettivo e con lo sviluppo delle tecnologie digitali siamo stati in grado di organizzare più o meno buona conoscenza individuale in una struttura collettiva. Due persone lontane possono conoscere le cose gratuitamente, grazie alla tecnologia siamo in grado di condividere le nostre conoscenze e cooperare.

Questa è la vera rivoluzione accaduta con Internet.

La tecnologia può creare una grande quantità di intelligenza può scegliere di condividere e collaborare per lavorare all'unisono. Ci sono molti esempi di intelligenza collettiva, e se dovessimo proporre una showreel al mondo, saremmo sicuri di avere opere di cui essere orgogliosi.

Prima di tutto il sistema operativo Linux, nato nel 1991 e disponibile gratuitamente, ormai riconosciuto come un sistema operativo affidabile e potente che gira su un quarto dei server di tutto il mondo. Questo sistema operativo open source è stato sviluppato grazie al lavoro volontario di molti programmatori di tutto il mondo, organizzati attraverso la rete in team virtuali/reali (Linux User Group) che, utilizzando gli strumenti di social networking, hanno condiviso gli sforzi per sviluppare le funzionalità del sistema operativo.

In un secondo vetrino Arduino, il microprocessore per la vendita on-line creato da Massimo Banzi, che è la versione italiana di hardware open source: si può utilizzare, modificare e vendere la pubblicazione in rete gli schemi elettronici, le attività di ricerca e sviluppo e altri specifiche del prodotto. Nella migliore tradizione delle Creative Commons, l'unico limite è che tutti gli sviluppi derivati evono svolgere obbligatoriamente, se pubblicati sul web, il marchio Arduino e utilizzare la stessa licenza Creative Commons utilizzata per il software originale.


Un altro esempio è Wikipedia, la più famosa enciclopedia uso gratuito accessibile dal Web, sviluppato da un gran numero di volontari, utilizzando un software chiamato wiki (in hawaiano, "veloce") per scrivere gli articoli in cooperazione.


Il numero di partecipanti è la variabile chiave per ottenere buoni risultati: un numero sufficientemente elevato garantisce un elevato livello di attenzione che preserva da errori, omissioni, atti di vandalismo o sabotaggio. Purtroppo di recente Wikipedia, come esempio per il nostro showreel, ha dimostrato non tanto, attirando a sé pareri discordanti e critiche verso lo stesso meccanismo di validazione e pubblicazione dei contenuti.

Ma sappiamo che in un ambiente privo di molte può andare male, il potenziale di Wikipedia è garantita da un meccanismo di condivisione e consenso (o meglio su una vasta condivisione dagli utenti, è esattamente l'intelligenza collettiva), che dovrebbe assicurare, in media, un buon prodotto finale. E 'indicativo il fatto che alcuni errori di conoscenza e di informazione sono a volte sottolineate nel nostro Paese. Un primo esempio è la nostra intenzione di incitare la massa di slogan nei canali più tradizionali, parlando di talenti italiani che vanno all'estero, per il pensiero positivo che l'Italia ha una capacità intrinseca di creare geni e un potenziale umano incredibile (è vero), ma se si guarda la parola "Funambol" in Italia, rispetto ad altri Wikpedia nel mondo, potrete scoprire informazioni molto diverse.

Funambol è una società creata da un grande talento italiano di nome Fabrizio Capobianco, che quando aveva 23 anni ha capito che un giovane che ha parlava di Internet in Italia non aveva futuro e ha deciso di andare negli Stati Uniti per creare la sua start-up. Funambol ha portato il concetto di cloud in U.S.A. molto tempo prima del genio di Steve Jobs.

Come è possibile che nella pagina di Wikipedia italiana la voce di Funambol è: "Forse siete alla ricerca di funambolo (funamboli)" e in Francia invece è : "Funambol est une entreprise américaine qui acquiert des revenus grâce à son modèle d'entreprise (business model) qui repose sur une licence double qui comprend une version commerciale du logiciel du même nom et une version Open-source du logiciel de synchronisation mobile basé sur le cœur du projet Funambol."

E addirittura nella versione inglese di Wikipedia vi è un pagina dedicata all'autore:

Fabrizio Capobianco (born December 2, 1970) is an Italian serial entrepreneur based in Silicon Valley. He is the founder and CEO of the sports social network TOK.tv[1] and he also serves as President and Chairman of Funambol,[2] a white-label “personal cloud” provider.

La colpa è di Wikipedia o con il fatto che i volontari si stanno esaurendo?

L'intelligenza collettiva è, in questo caso, il chiaro e matematico numero di 1:10:89, o meglio, sulla base di 100 persone, 1 "crea contenuti", 10 interagiscono e 89 persone semplicemente leggono ciò che altri hanno creato; nel caso invece delle comunità online, vive ancora l'assioma numerico evidenziato da Nielsen regola 90-9-1: ogni 100 visitatori, 90 semplicemente leggono, 9 raramente partecipano e solo 1 contribuisce.


L'intelligenza collettiva implica una democratizzazione della conoscenza al di fuori delle strutture gerarchiche tradizionali, tipici di un'organizzazione più tradizionale e accademica del sapere e soprattutto l'intelligenza collettiva non conosce crisi di attenzione e può dispiegare il suo potenziale solo quando gli individui possono avere un modo efficiente ed economico per coordinarsi tra loro. La condivisione delle conoscenze e degli strumenti è in grado di portare un grande cambiamento generazionale di mentalità verso lo sviluppo di un qualche tipo di intelligenza collettiva legata al sistema dei diritti flessibili Creative Commons. Le Creative Commons possono essere utilizzate liberamente e gratuitamente, è un modo semplice e chiaro per segnalare che la riproduzione, la distribuzione e la circolazione della propria opera è esplicitamente consentita.

Può l’intelligenza collettiva essere un nuovo modo di avvicinarsi a fare la differenza?

Sicuramente è uno dei tentativi su cui dobbiamo investire, il futuro non sembra luminoso, vorrei dire che sono un idealista e non un allarmista, ma è inevitabile non notare l'estinzione lenta che stiamo causando al noi stessi.

Abbiamo bisogno di un cambiamento di filosofia e nell'approccio ai problemi e agli altri. Formare una società che contiene gli individui, che definisce chi siamo e che è aperto al confronto e arricchimento reciproco. Il nostro Showreel sarà quindi in primo luogo utile e socialmente pro-attiva. 

Join our brains to create a strategy or a re-evolution based on the fair, global and collaborative contribution of individuals. Not a democracy from the bottom, but a common democracy.

But what is collective intelligence? Can it be actually a solution?

L’Intelligence collective. Pour une anthropologie du cyberespace, soin 1994. Pierre Levy titled his book about the collective intelligence. He described a future, now present, in which knowledge was fed and shared with the speed and accessibility of the computer networks. In the collective intelligence was also theorized a renewal of the social tie, based on sharing knowledge.


An intelligence distributed everywhere, constantly enhanced, coordinated in real time, which leads to an effective skills mobilization.
— Pierre Levy

The Internet thought has hence developed in a collective way and with the digital technologies development, we were able to organize more or less good individual knowledge in a collective structure. Two distant people can know things complimentary, thanks to technology we can share our knowledge and cooperate.

This is the real revolution happened with Internet. 

Technology can make a large amount of intelligence can choose to share and collaborate working in unison. There are many examples of collective intelligence, and if we had to propose a showreel to the world, we will sure have works of which be proud. 

First of all the Linux operating system, born in 1991 and available for free, now recognized as a reliable and powerful operating system that runs on a quarter of the world's servers. This open source operating system has been developed thanks to the volunteer work of many programmers around the world, organized across the network in real virtual teams (Linux User Groups) which, using the social networking tools, have shared efforts to develop the operating system features. 

In a second slide Arduino, the microprocessor for sale online created by Massimo Banzi, which is the Italian version of open source hardware: you can use it, modify and sell it publishing on the net the electronic diagrams, the research and development activities and other product specifications. In the best tradition of the Creative Commons, the only limit is that all derivative developments must carry compulsorily, if published on the web, the brand Arduino and use the same Creative Commons license used for the original software. 


Another example is Wikipedia, the most famous free use encyclopedia accessible from the Web, developed by a multitude of volunteers, using a software called wiki (in Hawaiian, "fast") to write the articles in cooperation. 


The number of participants is the key variable in order to obtain good results: a sufficiently high number ensures a high level of attention that preserves from errors, omissions, acts of vandalism or sabotage. Unfortunately recently Wikipedia, as an example for our showreel, hasn’t so much shown, attracting to itself discordant opinions and criticism towards work.

But we know that in a free environment many things can go wrong, the Wikipedia potential is guaranteed by a mechanism of sharing and consensus (or rather on a wide sharing by users, it’s exactly collective intelligence) which should assure on average a good final product. It is indicative the fact that some knowledge and information mistakes are sometimes emphasized in our Country (Italy). A prime example is our intention to incite mass of slogans in the more traditional channels, talking about Italian talents who go abroad, about the positive thought that Italy has an intrinsic talent and an incredible human potential (it’s true) having a free information, but if you look up the word "Funambol" in Italy, compared to other Wikpedia in the world, you will find out very different information.

Funambol is a company created by a very talented Italian named Fabrizio Capobianco, whom when he was 23 he understood that a young man who spoke about Internet had no future, he decided to go to the United States to establish his start-up. Funambol brought the Cloud concept in the U.S.A. long before the genius of Steve Jobs. 

How is it possible that in the Italian Wikipedia page the Funambol entry is: "Perhaps you are looking for funamboli (tightrope walkers)?" and in the French version one instead: "Funambol est une entreprise américaine qui acquiert des revenus grâce à son modèle d'entreprise (business model) qui repose sur une licence double qui comprend une version commerciale du logiciel du même nom et une version Open-source du logiciel de synchronisation mobile basé sur le cœur du projet Funambol."

And even in the English version of Wikipedia there's an author page:

Fabrizio Capobianco (born December 2, 1970) is an Italian serial entrepreneur based in Silicon Valley. He is the founder and CEO of the sports social network TOK.tv[1] and he also serves as President and Chairman of Funambol,[2] a white-label “personal cloud” provider.

The fault lies is by Wikipedia or with the fact that volunteers are running out?

Collective intelligence is in this case the clear and mathematical number 1:10:89, or rather on the basis of 100 people, 1 "creates content", 10 interact and 89 people simply read what others have created; in the case instead of the online communities, is still living the numerical axiom highlighted by Nielsen 90-9-1 rule: every 100 visitors, 90 simply read, 9 rarely take part and just 1 contributes.


Collective intelligence implies a knowledge democratization outside of traditional hierarchical structures, typical of a more traditional and academic organization of knowledge and especially the collective intelligence doesn’t know crisis of attention and can deploy its potential only when individuals may have an efficient and inexpensive way to coordinate each others. 

The sharing of knowledge and tools can bring a big generational change in mentality towards the development of some kind of collective intelligence linked to the system of flexible Creative Commons rights. The Creative Commons can be used freely and for free, it’s a simple and clear way to signal that the reproduction, the distribution and the circulation of the own work is explicitly allowed. The Creative Commons aims to fix a more flexible licenses spectrum in compliance with the developers and with the final users. 

Can collective intelligence and a new way to approach make the difference?

Surely it’s one of the attempts upon which we must invest, the future doesn’t look bright, I would like to say that I'm an idealist and not a scaremonger, but it’s inevitable not to notice the slow extinction which we are causing to ourselves. 

We need a change in philosophy and in approaching to problems and to others.

Forming a company that contains individuals, that defines who we are and that is open to discussion and mutual enrichment. Our showreel will then be primarily useful and socially pro-active. As a solution we can still point to something easier.